Mente Universale

Quercie, frassini e abeti erano d’accordo. Non volevano il cedro libanese tra di loro. La questione era venuta fuori durante l’ultima riunione delle mente universale. Come avvenisse non è spiegabile in concetti umani. Era un sistema di comunicazione che interessava i tre regni, vegetale, minerale e animale. Da tempo l’uomo non faceva parte più parte dell’ultimo, costituendo, de facto, un’altro regno. Quello umano. Il linguaggio comune dei tre regni era intraducibile nel linguaggio umano ma, per farla breve, alle piante tedesche non stava bene che il cedro si adattasse alle loro latitudini. Il cedro si stava però estinguendo. Dalle sue parti non cresceva quasi più e si era indebolito, sopravvivendo per lo più come pianta di ornamento al di fuori della terra martoriata dove era nato. “D’accordo – disse un larice – ma anche noi ci siamo dovuti adattare e il cedro nella foresta nera potrebbe portare degli squilibri biologici inaspettati”. La conversazione andò avanti per un po’, fino a quando il rappresentante del regno delle cellule disse: “Adesso possiamo parlare di questa faccenda?”.

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